Il complotto ai parcheggi

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Torno a casa, parcheggio la macchina vicino casa, come faccio sempre, controllo di averla messa bene e di non dare intralcio in nessun modo. Mi si avvicina un vecchietto lentamente ed inizia a fissarmi. Il tempo di chiudere la macchina, entrare in casa, e sento il citofono suonare. Al citofono non è il vecchietto ma suo figlio, che sosteneva che con la mia macchina ho tamponato quella di suo padre (cosa impossibile poiché il posto davanti a me era libero). Cerco di mantenere la calma e scendo per parlare civilmente con il figlio. Nel frattempo il padre aveva già chiamato i carabinieri, che dopo pochi minuti sono prontamente arrivati. Spunta improvvisamente un testimone che mi avrebbe visto mentre tamponavo la macchina del padre. A quel punto ovviamente ho iniziato ad agitarmi perché ho capito che probabilmente era tutta una cosa organizzata per fregarmi. I carabinieri prendono i documenti di tutti ed accertano le nostre identità. Visto che ci sono delle telecamere nella zona del parcheggio, chiedo di poter visionare i video registrati in modo da poter constatare come sono andati realmente i fatti, ma ovviamente per acquisirli servono delle autorizzazioni che in quel momento non c’erano. Provo a chiamare mio fratello quando gli spiego quello che è successo a sua volta chiama l’avvocato in modo da capire come comportarsi in questi casi. L’avvocato mi consiglia di non parlare più con nessuno e di farci accompagnare in caserma per sporgere denuncia. Cioè, ma dico io, vi sembra giusto? Esiste ancora gente qua dentro che crede a tutte le stronz**e che scrivo io? Ma io boooooooh 

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